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Elezioni in Romania, la Commissione intensifica il monitoraggio di TikTok secondo il DSA

Stando a documenti declassificati dal governo rumeno, Mosca avrebbe orchestrato una campagna di disinformazione su larga scala per sostenere il candidato ultranazionalista e filo-russo Calin Georgescu. Le operazioni includevano:

  1. Bot Farm su TikTok: secondo una stima sono 25.000 gli account utilizzati per promuovere contenuti a favore di Georgescu. I contenuti venivano celati sotto categorie non politiche.

  2. Attacchi informatici: più di 85.000 attacchi cibernetici, provenienti da circa 30 paesi, hanno colpito infrastrutture elettorali.

  3. Coordinamento tramite Telegram: un gruppo Telegram legato a interessi russi ha gestito una sofisticata campagna di propaganda, sfruttando anche pagamenti in criptovalute per incentivare influencer e utenti.


La risposta della Commissione europea

La Commissione, la quale non si è espressa in merito alla validità del processo elettorale rumeno, che rimane di competenza nazionale, ha innanzitutto ordinato a TikTok la conservazione dei dati, tramite il Digital Services Act (DSA), relativi ai rischi sistemici per le elezioni, incluse informazioni sui sistemi di raccomandazione e sulla gestione degli account non autentici. L'ordine è esteso a tutte le informazioni concernenti le elezioni nazionali nell'UE tra il 24 novembre 2024 e il 31 marzo 2025. Due richieste di informazioni erano già state inviate a TikTok, il 2 ottobre e il 29 novembre, in merito alla progettazione e funzionamento dei suoi sistemi di raccomandazione e alla gestione dei rischi di manipolazione delle informazioni in relazione alle elezioni. Come si legge nel comunicato, la Commissione ha convocato il 6 dicembre i coordinatori digitali di tutti gli Stati membri per discutere strategie comuni contro la disinformazione e i rischi cibernetici. Non è, comunque, stata ancora accertata alcuna violazione del DSA da parte del colosso cinese.



Una decisione senza precedenti

In seguito alla presentazione di prove da parte delle autorità rumene, la Corte Costituzionale della Romania ha annullato i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali. Questa è la prima volta che un’elezione in un Paese membro UE viene invalidata per interferenze esterne. La sentenza mira a ristabilire la legalità e la trasparenza del processo elettorale, ma ha generato un intenso dibattito interno e internazionale.



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