La ristorazione virtuale: una nuova frontiera?
- Alberto Ghirardi
- 3 lug 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Nel settore della ristorazione a New York City si sta assistendo ai primi passi di un potenziale cambiamento epocale del mercato del lavoro su scala globale. Recentemente infatti, alcuni ristoranti della città, hanno introdotto degli assistenti virtuali che accolgono i clienti tramite Zoom direttamente dalle Filippine.
I membri di tale «personale virtuale» non sono impiegati direttamente dai ristoranti, ma sono dipendenti di un'app chiamata «Happy Cashier» Tale innovativa piattaforma è stata concepita da Chi Zhang, un imprenditore cinese che afferma di essersi ispirato al forzato spostamento delle attività fisiche verso il digitale causato dalla pandemia. Gli assistenti, proiettati su schermi presenti all’interno del locale, si occupano di accogliere i clienti, illustrare il menu e coordinare le consegne, contribuendo così a migliorare l'efficienza complessiva del ristorante.
L’iniziativa nasce per essere una risposta alle sfide poste dagli alti costi degli affitti e dall'inflazione crescente che pesa soprattutto sui proprietari di piccole imprese.
L’adozione di un sistema di questo tipo porterebbe grandi vantaggi per i datori di lavoro non solo dal punto di vista economico ma anche normativo, essendo che si assisterebbe ad una drastica diminuzione dei rapporti umani sul posto di lavoro e ad un ridimensionamento del ruolo dei sindacati. Tuttavia, l'implementazione di questo modello ha sollevato preoccupazioni riguardo al suo impatto sul mercato del lavoro e sulle condizioni dei lavoratori essendo che, nonostante i benefici per le imprese siano numerosi, esistono anche dei risvolti negativi.
L’obiettivo da cui muove l’iniziativa è di ridurre il costo del lavoro attraverso la riduzione del salario dei lavoratori ad un quinto del minimo salariale vigente nello stato di New York. Infatti i nuovi «camerieri virtuali» verrebbero pagati circa 3$ l’ora contro i 16$ di un lavoratore in carne ed ossa.Il fatto di impiegare personale da remoto potrebbe risultare estremamente problematico in quanto potrebbe a delle ripercussioni generalizzare sui salari, il cui decremento è già tendenza diffusa a livello mondiale. A New York per esempio, lo stipendio medio per il personale dipendente di un ristorante nel 2019 era di 9,2 dollari l’ora. Nel 2022 si è ridotto a 8,5 dollari. E ora, con gli assistenti virtuali che rispondono da remoto, si può immaginare che la situazione sia destinata a peggiorare.
Un’ulteriore criticità è che pur essendo particolarmente economici e funzionali i commessi virtuali non sono ancora in grado di sostituire completamente una persona fisica nel soddisfare le richieste dei clienti che spesso richiedono una interazione sul piano umano.
Nonostante tali legittime preoccupazioni, è probabile che, in futuro, un numero sempre maggiore di ristoranti adotti questa soluzione, visto il continuo tentativo delle imprese di operare un adattamento continuo alle mutevoli dinamiche del mercato e alle preferenze dei consumatori. Aziende come Happy Cashier stanno già pianificando un'espansione significativa del loro servizio, con l'obiettivo ambizioso di introdurre assistenti virtuali in oltre 100 ristoranti nello stato entro la fine dell'anno. Questo potrebbe segnare un punto di svolta nel settore della ristorazione, ridefinendo, probabilmente su scala globale, il paradigma di gestione di una attività commerciale e di relazione con il pubblico.
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